La spiritualità coniugale

« Si tratta di cristianizzare tutta la vita familiare. E, innanzitutto, di cercare il senso cristiano di tutte le realtà familiari, di porsi la domanda: «In fondo, qual è il pensiero di Dio sull’amore, sulla paternità e la maternità, la sessualità, l’educazione, su tutte le grandi realtà del focolare?» E non solo scoprire, ma anche voler realizzare l’idea di Dio in tutti questi ambiti. »

Henri Caffarel, L’Anneau d’Or, n. 84

la spiritualità coniugale

La spiritualità coniugale secondo padre Henri Caffarel

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Una spiritualità nata dallo stato di vita degli sposi

Essa è costruita a partire dallo stato di vita delle coppie, con le sue esigenze, le sue difficoltà, le sue grazie. Invita gli sposi a vivere come un unico e medesimo amore la loro unione coniugale e il loro Amore di Cristo. Come li conduce Cristo? Attraverso il loro amore, il loro amore umano, il loro amore che Egli santifica progressivamente con la sua presenza. Il sacramento del matrimonio è il segno forte ed efficace di questa grazia che sfida gli ostacoli.

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Un'arte di vivere cristiana del focolare

«La spiritualità è la scienza che tratta della vita cristiana e dei cammini che conducono al suo pieno sviluppo. Ora, la vita cristiana integrale non è solo adorazione, lode, ascesi, sforzo di vita interiore. È anche servizio di Dio, nel posto da Lui designato: famiglia, professione, Città… Così, i focolari che si riuniscono per iniziarsi alla spiritualità, lungi dal cercare i mezzi per evadere dal mondo, si sforzano di imparare come, a esempio di Cristo, servire Dio, in tutta la loro vita e in pieno mondo.»

Henri Caffarel, Lettera mensile delle Équipes Notre-Dame, giugno 1950

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L'ideale evangelico: seguire Cristo senza compromessi

«L’ideale evangelico non è, unica e prima di tutto, un corpo di dottrina da adottare, ma Qualcuno da seguire. Seguire, cioè imparare a pensare, ad agire, a vivere con Lui e come Lui. E quel Qualcuno non è l’uomo delle mezze misure, né dei compromessi. È l’uomo di un unico amore e non chiede di meno ai suoi discepoli: «Nessuno, dice, può servire due padroni» (Mt 8, 24). Sa essere paziente, «non spegnere la fiamma che ancora fumiga» (Mt 12, 20), ma non scende a compromessi quanto all’ideale. Accetta ciò che Gli danno, ma chiede tutto: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente» (Lc 10, 27). Rivendica non una parte, ma tutto: la donazione totale dell’intelligenza, del cuore, della volontà, della vita.»

Henri Caffarel, Lettera mensile delle Équipes Notre-Dame, novembre 1962

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